Se si sceglie di pubblicare su una rivista Open Access [ricordiamo che questo NON è quanto richiede il nostro Regolamento] bisogna tenere presente che:

  • ce ne sono oltre 10.000 (elencate nella Directory of Open Access journals (DOAJ)
  • solitamente sono peer reviewed in modo più trasparente e innovativo
  • non hanno abbonamento per il lettore
  • il 23% chiede il pagamento delle Article Processing Charges (APC) per sostenere le spese di edizione. Non tutte le APC sono uguali [per saperne di più]
  • UniTO vi offre la piattaforma SIRIO@UniTO per la creazione della vostra rivista
  • UniTO ha una membership con BioMedCentral, per cui si ha diritto a uno sconto sulle APC

Se scegliete questa via, ecco alcune riviste un po’ diverse dal solito:

  • e-Life è una rivista che pubblica ricerche di ottimo livello in area biomedica. Offre servizi innovativi e metriche a livello del singolo articolo. Non fa pagare alcuna APC
  • PeerJ offre la pubblicazione di un articolo all’anno con il pagamento di una quota di 99$ (una tantum, non annuale). Offre servizi innovativi e la possibilità di pubblicare anche pre-print (non referati), soggetti poi ai commenti della comunità
  • RIOJournal (Research Ideas and Outcomes) è una rivista innovativa che pubblica tutti i passaggi della ricerca, dalla proposta di progetto all’articolo tradizionale. I prezzi variano in base al tipo di servizio scelto. Utilizza il sistema di scrittura collaborativa Arpha, per cui autore e revisore lavorano nello stesso ambiente. Consente di associare all’articolo un’etichetta che qualifichi l’articolo dal punto di vista del suo impatto sociale. I testi sono già predisposti per la lettura delle macchine e il text e data mining.
  • Su The Winnower si possono sottomettere su una piattaforma pubblica articoli da referare, cosa che ogni esperto può fare, e quando l’autore è soddisfatto lo rende definitivo con un DOI. Solo quest’ultimo passaggio è a pagamento.
  • The Self-Journal of Science e Science Open sono ottimi esperimenti di archivi con servizi editoriali: si può depositare un articolo, con l’etichetta “da referare” e attendere i commenti della comunità, o si possono pubblicare articoli tradizionali. Science Open ha anche un aspetto sociale, con la possibilità di creare gruppi
  • F1000Research pubblica dal poster al video all’articolo con risultati negativi, tutto nell’interesse dell’avanzamento della scienza. Offre anche F1000Workspace, per la scrittura/commento collaborativo sui lavori

Attenzione…

Purtroppo ci sono anche editori poco seri che stanno cavalcando il fenomeno Open Access per pubblicare riviste di dubbia qualità. Una volta si consigliava la Lista dei “predatory publishers” curata da Jeffrey Beall. In realtà sembra talmente poco solida (solo nel 30% dei casi si dà una motivazione all’inclusione) e talmente viziata da un’avversione di fondo verso l’Open Access da aver perso ogni credibilità (Crawford 2014, Berger e Cirasella 2014, Crawford 2015).

Il consiglio è di valutare con la propria testa, magari sulla base di quei criteri che poi lo stesso Beall non sembra aver applicato. Oppure, usare Think, Check, Submit, che attraverso una checklist vi guida alla scelta della rivista più adatta a voi.