il 23 novembre 2018 è stato lanciato a Vienna EOSC portal, che costituisce il primo passo verso EOSC, la European Open Science Cloud, ed è stato annunciato il Comitato Direttivo, presieduto da Karel Luyben, ex Rettore di TU Delft.

Durante la cerimonia è stata letta e approvata la Dichiarazione di Vienna su EOSC, che si conclude con

We therefore declare to work together towards realising the potential of the European Open Science Cloud for the benefit of citizens, society and the economy.

EOSC  è un ambiente virtuale in cui produttori di dati, fornitori di servizi e innovatori si incontreranno. La ricerca europea passerà da EOSC, e sarà collaborativa, aperta ed efficiente. EOSC si baserà sul riuso dei dati, che dovranno essere FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable) – per inciso, per gestirli saranno necessari data stewards, creando centinaia di migliaia di posti di lavoro qualificati.

La Commissione Europea due anni fa ha iniziato un percorso di analisi e di decisioni che in breve tempo hanno portato alla EOSC Declaration, in cui si sono stabiliti i principi, e alla EOSC Roadmap, in cui si sono definiti operativamente i prossimi passi. L’investimento totale sarà di oltre 4 miliardi. Le prime call INFRA-EOSC sono già attive.

Per costruire EOSC, è importante leggere i due Rapporti pubblicati a ridosso del lancio:

Prompting an EOSC in practice che affronta le regole di partecipazione a EOSC, l’analisi dei costi benefici – in cui va considerato il costo di non avere dati FAIR, ovvero 10 miliardi -, e lo schema di governance.

Turning FAIR into reality che fornisce indicazioni pratiche su come creare un ecosistema FAIR per la ricerca, il più possibile aperto

e anche il Rapporto Realising the European Open Science Cloud che riprende i principi su cui EOSC va costruita.

Ci sono progetti finalizzati alla costruzione di EOSC: